ESEMPIO E STIMOLO PER I FRATELLI
1643 87. Francesco fu molto confortato da queste
parole, poiché molto era desolato al sentire di qualche
mal comportamento dei fratelli. Sebbene non potesse non provare
un senso di amarezza nel conoscere qualche miseria, tuttavia,
dopo che ebbe ricevuto dal Signore questa consolazione, la
richiamava alla memoria e ne parlava con i suoi compagni .
Ripeteva spesso ai frati, sia nei Capitoli che nei trattenimenti
intimi: «Io ho giurato e risoluto di osservare la Regola,
e allo stesso impegno si sono obbligati tutti i frati. E dunque,
da quando lasciai il governo della fraternità a causa
delle mie malattie, per il maggior bene dell'anima mia e dei
fratelli, verso di loro non ho che l'obbligo del buon esempio
.
Infatti, ho imparato dal Signore e so con certezza che, anche
se la malattia non giustificasse il mio ritiro, il più
grande aiuto ch'io possa dare alla fraternità è
di pregare ogni giorno il Signore per essa, affinché
la governi, conservi, protegga e difenda. Mi sono impegnato
davanti a Dio e ai fratelli di render conto a lui, se uno
dei fratelli si perde a causa del mio malesempio».
Se talvolta un frate lo esortava a occuparsi della guida dell'Ordine,
Francesco faceva questa considerazione: «I frati hanno
la loro Regola, e hanno giurato di osservarla. Affinché
non si appiglino a scuse, quando al Signore piacque di costituirmi
loro prelato, l'ho giurata anch'io, e intendo osservarla fino
alla mia morte. Dal momento che i frati sanno benissimo cosa
è loro dovere fare e cosa evitare, a me non resta che
ammaestrarli con il comportamento. Per questo sono stato dato
loro mentre vivrò e dopo che sarò morto».